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Le visite nei siti. Tutte genuine ?

liste profilate per reclutare con il marketing diretto
Pubblicato da in pubblicità online ·
Tags: pubblicitàonlinebannersmartphone
ll tuo telefonino ha una vita segreta ?

Milioni di cellulari nascondono ai loro proprietari una “vita segreta”.
Mentre pensate che si stia ricaricando invece naviga.

Le frodi pubblicitarie stanno venendo alla ribalta, seppur molte persone pensano che sono cose che non le riguardano, in realtà è grazie al loro cellulare che contribuiscono a realizzare frodi elevate.

Si tratta di malaware che stanno in applicazioni anche apparentemente sicure scaricabili da siti come Google play, anche se sicuramente sono fonti meno reputate quelle che creano maggiori danni. Così attraverso l'applicazione scaricata nel telefonino entra il software malevolo.

Si generano forti guadagni per il criminale perchè il software malevolo va ad aprire alcuni siti e poi genera dei finti click sui banner pubblicitari. Ricordo che il sito viene remunerato in base ai click generati.
Facciamo un passo indietro: i direttori marketing pagano per avere i banner in siti che siano in target con la clientela. Se ad esempio la direzione marketing vende attrezzi, allora l'ideale è piazzare un banner in un sito dedicato al faidate.
Non ci sarebbero benefici se invece il banner fosse piazzato ad esempio in un sito di moda giovanile.

Il sito sul faidate dunque accetta la pubblicità e mostra il banner degli attrezzi. Il meccanismo prevede che il padrone del sito viene pagato ogni volta che un visitatore clicca sul banner e si dirige nel sito che vende gli attrezzi.
Questo meccanismo prevede che la direzione marketing di solito opera attraverso: agenzie media, network pubblicitari, e fornitori di marketing tecnologico la cui remunerazione è in funzione dei click.

Un esempio con cui il criminale fa i soldi è quello di avere un sito con dentro il banner pubblicitario degli attrezzi. Dopodichè con ogni tipo di mezzi il criminale generale dei falsi click. Di conseguenza l'azienda che vende attrezzi paga per dei falsi click non fatti da persone interessate veramente all'argomento e a fare dei possibili acquisti.

Il criminale guadagna veramente molto se installa dei malaware dentro ai telefonini di ignari proprietari che scaricano un applicazione. Una volta installata l'applicazione dentro a milioni di telefonini succede che il telefonino inizia ad operare da solo e si collega al sito del criminale e poi clicca sul banner.
La direzione marketing della ditta che vende attrezzi paga per avere questo “servizio”.

Marco Merlo – Lists4Europe – articolo tratto dagli Insight di Infocore.




Agenzie media, costi sulla base dei click. E' tutto professionale ?

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Tags: pubblcitàbanner
Il messaggio pubblicitario dove và a finire ?
La pubblicità online vale milioni di Euro e Google con Youtube ne sono i massimi beneficiari.
Ma alcune aziende hanno visto le loro marche posizionate in siti porno e addirittura di terroristi isis. Sicuramente non era questa la direzione verso cui  avrebbero voluto indirizzare i messaggi pubblicitari.
Per questo centinaia di aziende hanno sospeso di lavorare con Google e Youtube e tra queste le ultime a farlo sono state AT&T e Verizon.

Il fatto è diventato politico quando i  messaggi pubblicitari del governo inglese sono stati visti nei siti dei terroristi e per questo Google ha dovuto dare spiegazioni.
Le frodi nel mondo della pubblicità digitale stanno aumentando, si calcola che il 30% della spesa finisca in click generati da “macchine” e siti fraudolenti.
Alcune marche hanno constatato che la provenienza di veri e autentici click proviene  da siti neonazisti, omofobi ecc oppure da video in Youtube sempre degli stessi generi. Ad esempio una nota catena alberghiera veniva pubblicizzata accanto ai video dell 'isis. Perchè tutto questo ?

Quando però i pubblicitari o i managers del markering prendono atto che la loro pubblicità viene associata a certi tipi di pagine ne rimangono scandalizzati. Anche la marca di auto Mercedes si è trovata in un sito dedicato ai terroristi i quali sicuramente non andranno in una concessionaria per fare un acquisto.  

Oltre alla spesa pubblicitaria andata al vento bisogna anche sottolineare che in pratica indirettamente si sta sovvenzionando il sito dell 'isis. Infatti per ogni visitatore che ad esempio vede il video dell'isis il titolare del sito riceve dei soldi oltre che Google e Youtube.

Le aziende inglesi e le loro agenzie hanno protestato con Google, Youtube, Facebook per questi tipi di comportamenti e di fatti.
Il culmine è stato quando il giornale “The Times” ha intitolato un articolo “ Le grandi marche sovvenzionano i terroristi attraverso le pubbliità online”. Sempre “The Times” cita che un video pubblicitario su Youtube  rende circa 7 euro ogni 1000 spettatori e che alcuni video dei terroristi sono cliccati da milioni di spettatori.

Quindi la pubblicità online è un enorme e compleso business che cresce sempre più attraverso dei meccanismi automatizzati e spesso incontrollati. Al momento nonostante tutte le rassicurazioni di Google non c'e' certezza dove il messaggio pubblicario apparirà.  Tratto da articolo di Infocore.




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