Agenzie media, costi sulla base dei click. E' tutto professionale ? - liste e marketing diretto - Liste profilate per reclutare con tecniche di marketing diretto

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Agenzie media, costi sulla base dei click. E' tutto professionale ?

liste profilate per reclutare con il marketing diretto
Pubblicato da in pubblicità ·
Tags: pubblcitàbanner
Il messaggio pubblicitario dove và a finire ?
La pubblicità online vale milioni di Euro e Google con Youtube ne sono i massimi beneficiari.
Ma alcune aziende hanno visto le loro marche posizionate in siti porno e addirittura di terroristi isis. Sicuramente non era questa la direzione verso cui  avrebbero voluto indirizzare i messaggi pubblicitari.
Per questo centinaia di aziende hanno sospeso di lavorare con Google e Youtube e tra queste le ultime a farlo sono state AT&T e Verizon.

Il fatto è diventato politico quando i  messaggi pubblicitari del governo inglese sono stati visti nei siti dei terroristi e per questo Google ha dovuto dare spiegazioni.
Le frodi nel mondo della pubblicità digitale stanno aumentando, si calcola che il 30% della spesa finisca in click generati da “macchine” e siti fraudolenti.
Alcune marche hanno constatato che la provenienza di veri e autentici click proviene  da siti neonazisti, omofobi ecc oppure da video in Youtube sempre degli stessi generi. Ad esempio una nota catena alberghiera veniva pubblicizzata accanto ai video dell 'isis. Perchè tutto questo ?

Quando però i pubblicitari o i managers del markering prendono atto che la loro pubblicità viene associata a certi tipi di pagine ne rimangono scandalizzati. Anche la marca di auto Mercedes si è trovata in un sito dedicato ai terroristi i quali sicuramente non andranno in una concessionaria per fare un acquisto.  

Oltre alla spesa pubblicitaria andata al vento bisogna anche sottolineare che in pratica indirettamente si sta sovvenzionando il sito dell 'isis. Infatti per ogni visitatore che ad esempio vede il video dell'isis il titolare del sito riceve dei soldi oltre che Google e Youtube.

Le aziende inglesi e le loro agenzie hanno protestato con Google, Youtube, Facebook per questi tipi di comportamenti e di fatti.
Il culmine è stato quando il giornale “The Times” ha intitolato un articolo “ Le grandi marche sovvenzionano i terroristi attraverso le pubbliità online”. Sempre “The Times” cita che un video pubblicitario su Youtube  rende circa 7 euro ogni 1000 spettatori e che alcuni video dei terroristi sono cliccati da milioni di spettatori.

Quindi la pubblicità online è un enorme e compleso business che cresce sempre più attraverso dei meccanismi automatizzati e spesso incontrollati. Al momento nonostante tutte le rassicurazioni di Google non c'e' certezza dove il messaggio pubblicario apparirà.  Tratto da articolo di Infocore.




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